giovedì 22 gennaio 2015

Una musica può fare.

Ballare.
Pensare.
Scrivere.

C'è una musica per tutto nella mia vita. Non solo per quelle tre azioni che mi vengono in mente adesso. Mi chiedo se potrei esistere davvero senza che una canzone mi accompagni.

Ora, per esempio, ho un velo di tristezza a solleticarmi il cuore. E ascolto Amy Winehouse. Lei mi piace, perché mi rilassa. Però, allo stesso tempo, mi fa galleggiare in questa tristezza.
Basti pensare al suo talento volato così, perso chissà dove. Chissà se in cielo diletta gli angeli con la sua voce. Mah.

Avrei bisogno di scrivere tante cose. Ma credo che questo non sia lo spazio adatto. Preferisco tenermele dentro per un po'. Al caldo. Lontano da tutto e da tutti.

In questi giorni, penso spesso alla mia vita a Verona. In un certo senso ero anestetizzata. Mi aggrappavo a quello che mi mancava, ma per il resto mi sentivo protetta tra le tre-quattro cose che riempivano le mie giornate. 
Il tirocinio, la spesa, il pranzo e la cena da preparare, il bucato, il restauro igienico alla mia stanza, quando avevo voglia, la corsa, lo shopping il fine settimana. Che vita noiosa. Eppure mi sentivo sicura. Incurante, in realtà, di una vita che aspettava solo di manifestarsi.

Mi faceva bene stare lontano da me. Anche se poi, con quella me, quando ero su, ho dovuto litigarci un bel po'.

Sono una piagnona, lo so. Non mi va mai bene niente. Ero su e mi lamentavo, sono qui e mi lamento. Se mi chiedono se sono insoddisfatta rispondo di no. E in fondo, perché dovrei esserlo? Mi sembra che nella nella mia vita non manchi nulla. Funzioni tutto. O almeno così sembra. 
Eppure c'è comunque un senso di insoddisfazione latente. Forse è solo inadeguatezza. Sì, credo sia quello. INADEGUATEZZA. 

Mi sento così inadeguata a volte. 
Perché io non sono mai stata una che si applica. Se qualcosa mi veniva subito bene, proseguivo, altrimenti ciao. Non perdevo tempo. In fondo, fuggire è sempre stato il verbo che mi ha accompagnato per tutti questi anni.
E invece adesso mi piacerebbe imparare la dimensione dello stare, perché penso che ci sia un disegno (divino??) anche lì. Anche in quella parola che non mi è mai stata cara.

Che poi se la pronuncio suona anche bene. Stare. Stare come rimanere. Stare come fermarsi. Stare come attendere. Attendere, voce del verbo amare. Potrebbe essere bello tutto questo (....ma cosa c'entra con la musica?!)





1 commento:

  1. La musica può davvero fare, dire e dare tantissimo. Ed è la colonna sonora di tanti momenti, belli o meno belli, della nostra vita.
    Quanto allo stare... per me è un verbo molto importante, specialmente nel senso di "esserci" :)

    Un saluto, spero potrai ritrovare serenità presto ;)

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