mercoledì 24 agosto 2011

Generazioni di trentenni.

Ho sempre frequentato gente più grande di me, un pò per predisposizione caratteriale (sono un pò snob, ammetto!), un pò per circostanze varie, io con i miei coetanei non mi sono mai trovata più di tanto, se non con i cosiddetti amici storici.

Detto questo, negli ultimi anni, esattamente dopo il liceo, il giro delle amicizie è cambiato ad ogni stagione: d'estate nuove conoscenze, d'inverno,invece,quelle stesse conoscenze che non riuscivano a diventare amicizie, venivano meno. E' stato così e lo sarà -credo- per sempre, ad eccezione di quelle poche persone certe che mi porto dietro da qualche anno e che so che per me rimarranno sempre le amicizie più care, la casa sulla roccia che a qualsiasi intemperia resisterà.

Tra le nuove conoscenze molto spesso, direi quasi sempre, mi capita di passare la serata con trentenni a volte spocchioni, bamboccioni, fighettidelca##o, a volte super affermati (notai, farmacisti, avvocati e laureati di vario genere), più o meno realizzati, chi con moglie/marito chi con figli, ma tremendamente rilassati sulle loro certezze da fare paura e risultare noiosi (almeno per me).

Io ovviamente sono un mix di tutto questo, ad eccezione delle certezze lavorative e affettive che non ho, e cerco di adattarmi a tutto. Ora non chiedetemi come faccio a trovarmi con gente così diversa tra loro...in entrambi i casi ho sempre l'impressione (non del tutto sbagliata) di sentirmi un pesce fuor d'acqua.

Insomma non sono spocchiona (se non per certi versi, ma concedetemeli), forse un pò bambocciona, visto che mi faccio mantenere ancora dai miei, ma posso assicurarvi che cerco di essere il meno possibile attaccata alla gonnella della mamma; non sono fighetta, non mi piacciono gli eccessi di nessun tipo, non passo tutte le serate nei vari locali della zona con cocktail in una mano e sigaretta nell'altra se non nel weekend quando capita, non vesto firmata dalla testa ai piedi per poi lamentarmi che lo stipendio non mi basta per arrivare a fine mese (e ci credo con la vita da Briatore che fai!), non scherzo e rido con gente di cui poi il giorno dopo non ricordo il nome. Tutto questo per dire che non sono superficiale, mentre a volte mi sembra che i trentenni di oggi, quelli di un certo tipo (e aggiungo quelli che frequento io, perchè non vorrei giudicare nessuno), lo sono e anche troppo. Non è una questione di età, ne sono certa, ma ho notato che la cosa è molto più accentuata tra i 30enni, che magari tra quelli della mia età. E' come se noi (parlo di quelli come me, tra i 20 e i 30), fossimo ancora infervorati dalle passioni, dalla voglia di scoprire, realizzare, progettare, andare oltre. Stimoli che mi sembrano affievolirsi, invece, dopo una certa età.

Allo stesso modo non sono una persona la cui massima aspirazione è una laurea, un marito e cambiare pannolini a mio figlio, priva di passioni, imbalsamata in una vita matrimoniale o comunque sentimentale che sa di abitudine e discorsi sempre uguali.

E' come se non ci fossero vie di mezzo, è come se la vita procedesse a compartimenti stagni, o tutto bianco o tutto nero. Nessun grigio, nessuna sfumatura rossa, gialla o blu.
Lungi da me il criticare una generazione che non mi appartiene ancora ma che vivo indirettamente, probabilmente il mio discorso è solo frutto di impressioni nate da persone sbagliate che frequento, ma purtroppo il vuoto che sento (nei discorsi, nei modi di fare, di pensare e di vivere) mi allarmano e non poco. La domanda di fondo è : sarò anch'io così? Spero di no.

Spero un giorno di poter mantenere vive le passioni, i sogni, di non accontentarmi di una serata qualunque che ti fa stare bene un paio di ore e poi ti fa cadere nel baratro dell'insoddisfazione il giorno dopo, di non vivere amori o relazioni che durano il tempo di un'estate, di non essere una mamma o moglie e poi dimenticarmi di essere anche e soprattutto una donna, di poter avere a fianco non soltanto compagni di bevute e grigliate, ma soprattutto persone pronte a vivermi anche nei momenti più tristi. Insomma voglio una vita a 360 gradi, che molto spesso mi capita di non vedere nei "grandi".




8 commenti:

  1. è proprio vero Cara Michi.. insomma è una cosa che ci auguriamo tutti! Vedrai sarai una mamma orgogliosa dei tuoi figli, una moglie amata e una donna serena! Buona giornata! Valeria

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  2. Cavoli!!! Io ho notato le stesse cose e ho fatto le stesse riflessioni... insomma non è un'impressione solo mia!

    Io però vorrei laurearmi, ma comunque non vorrei fermarmi lì... vorrei che fosse un punto di partenza!

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  3. Da trentenne che condivide il tuo pensiero mi faccio lo stesso augurio e, ovviamente, spero che anche tu riesca a realizzarti a 360°!

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  4. Io di anni ne ho 44 ma ho la stessa tua insofferenza! ma non si può pretendere nulla, la mia generazione è stata cresciuta con: "tutto è lecito non deve mancare quello che è mancato a noi".
    Di conseguenza chi è stato cresciuto così si comporta... così!
    Son diventata tanto esigente in fatto di amici che ne ho così pochi che si contano sulle dita di una mano... il mio problema è lo stesso, qualche anno in più ma la sostanza non cambia, i "grandi" son grandi solo d'età!

    Tu vai avanti così che vai bene!
    :-)

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  5. E' proprio la filosofia dei trentenni. Si trovano a cavallo tra una generazione tradizionalista ed una lasciata un pò al caso, sono anomali secondo me. Quasi strani, o almeno questo è quello che ho percepito io..
    Quello che spero io di mantenere arrivata alla soglia dei trentanni è un pò di spensieratezza :)
    Spero tu possa mantenere la tua vita a 360° che desideri :)

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  6. mah secondo me sono i trentenni che frequenti già affermati sì, ma credo dal lavoro dei loro genitori(farmacisti ecc..) a renderli così come gli hai descritti. Io da trentenne (aimè :P ) mi sento tirato in causa, ma sarà l'ambiente universitario che ho frequentato ma i miei coetanei (non tutti eh) hanno ancora stimoli...però magari è un discorso isolato, i trentenni che conosco oltre ad avere (precario anche) un lavoro, sono artisti che ricercano, musicisti, altri senza un'evidente dote artistica sono curiosi, viaggiano ecc.
    però se poi penso alla maggior parte dei trentenni che vedo...ti do ragione!
    (DISCORSO A BRACCIO) :)

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  7. cara Michi,

    discorso difficile quello che ci hai messo sotto il naso... io sono una 34enne e ahime sono arrivata qui alla velocità della luce e senza rendermene conto.. ho avuto una vita incredibile e in effetti sono anche una donna realizzata e affermata, ho avuto dalla vita tutto ciò che desideravo e ti dico che sono sicuramente stata fortunata ma il mio successo non è stato dato dai miei genitori, bensi dalla forza di volonta. con questo beh, ti dico che sono un pò d'accordo con te, i trentenni (maschi) in questo caso sono strani e attaccati alle gonne delle mamme e per la mia esperienza anche poco inclini ad avere dei rapporti stabili o ad impegnarsi per avere una relazione. Il loro problema sta nel pensare che l'erba del vicino sia sempre piu verde e che esista sempre qualcuna che supererà la donna con cui stai, un po per bellezza, un po per età o altre cose cosi...IL RISULTATO...beh, io sono single e non ne voglio sapere di uomini della mia età che preferiscono passare di fiore in fiore pensando di essere immortali, e che a me preferiscono una ventenne...

    Mah ci sarebbe da fare discorsi molto lunghi e complessi...mi fermo qui...ma sul mio blog come sicuramente sai troverai risposte concrete sui trentenni ...
    baciotto

    ti seguo
    Blue
    www.aspassoconblue.com

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  8. Io i 30 li ho appena passati (e ho pure una laurea xD) ma la vedo come te, su molti miei coetanei. Ma, per come li ho conosciuti, costoro erano così anche 10 anni fa: molti interessi, a parte studio/lavoro e aperitivi, non ne avevano. Comunque è il motivo principale per cui la maggior parte dei miei amici è notevolmente più giovane di me :-)

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E ora dimmi cosa pensi...

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