sabato 31 dicembre 2011

Ciao 2011.

Se avessi il potere di poter cancellare dalla mia vita questo anno lo farei senza esitazioni...
perché diciamoci la verità, a parte aver visto per due volte i Subsonica
aver passato il mio esame di fisica alla prima botta, 
allargato un pochino le mie conoscenze (amici del corso di inglese e conoscenze virtuali), 
aver assaporato albe di fine estate,
goduto della presenza e dell'aiuto di un'amica...
il resto può tranquillamente essere relegato in una discarica di periferia...

Nonostante questo io, i miei 365 giorni, alla fine me li sono vissuti tutti, un po' controvoglia, un po' con la follia di certe gioie improvvise, un po' con l'ansia che non mi ha lasciato un attimo in pace, un po' con quell'ironia che in molti casi mi è stata davvero d'aiuto...e allora di tutto questo cerco di portarmi dietro il meglio....anche se non ci sono grandi eventi lasciati impressi sul calendario.

E allora, ciao 2011 e grazie perché, nonostante tutto, ho imparato che...

...le paure e le ansie a volte sono una benedizione che mi aiutano a capire chi sono in realtà: una persona con mille fragilità ma altrettanta voglia di rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro;

non posso barattare sempre la mia dignità in cambio di un affetto che non è gratuito;

gli uomini che non sono generosi con me, non fanno per me;

leggere aiuta a sentirsi una persona migliore;

porsi obiettivi a lungo termine non fa altro che aumentare ansie e paure, allora meglio porsi obiettivi piccoli e procedere a passi altrettanto piccoli;

il metro per giudicare un uomo è vedere come si comporta con gli altri e non con te (perché magari con te può essere terribilmente e astutamente gentile, salvo poi comportarsi da stronzo con gli altri);

sorridere dei propri guai è la migliore medicina per non complicarsi ulteriormente la vita;

accanto a me voglio solo persone sincere e rapporti veri;

la distanza, è vero, complica i rapporti...ma alla fine hai sempre tu il potere di decidere;

ogni tanto è bene concedersi qualche no; 

il tempo è sempre un'arma a doppio taglio;

sarò sempre insicura su quello che voglio fare nella mia vita, ma che se non mi metto in gioco rimarrò sempre nel limbo;

la vita va sfidata con un gesto poetico, folle ma allo stesso tempo responsabile e consapevole.

E allora non mi resta che augurarvi BUON ANNO [alla faccia dei Maya!]....
che sia davvero un anno ricco di desideri
progetti da realizzare,
sogni che possano tenervi ad un metro da terra,
sorrisi che possano riscaldarvi il cuore 
e di parole che possano diventare realtà! 



venerdì 30 dicembre 2011

Post-it #15

In questo momento la sottoscritta soffre la mancanza di vena creativa, nonchè di ispirazione per scrivere un post intelligente, ma soprattutto che abbia un contenuto interessante.
Non mi sembra il caso di ammorbarvi con le mie paturnie:
- sui buoni propositi che per tradizione non rispetterò;
- sulle mie sventure sentimentali;
- su quanto è stronza la fidanzata del mio ex al quale le tirerei volentieri i capelli uno a d'uno (che stronza,violenta per giunta, che sono!);
- su quello che non farò domani sera.

Nel frattempo, però, vi consiglio questa canzone...

giovedì 29 dicembre 2011

L'ultimo mese #26-27-28

[Il giorno di S.Stefano]

 [regali in ritardo]

 [ieri ho cominciato con la stesura della tesi...un inferno]

lunedì 26 dicembre 2011

L'ultimo mese #25 - Il mio Natale.

Per questo post niente foto. Vorrei semplicemente regalarvi tutti i volti che ho incontrato in questo giorno, così malinconico per me, eppure carico di speranze e gioie inattese.
Non è stato un Natale particolare, il solito passato con la mia famiglia. 
Ieri sono stata al pranzo cittadino per i poveri. Un'esperienza incredibile che mi ha fatto ritornare a casa con il cuore intriso di sentimenti contrastanti, che non riesco neanche a descrivere. 
Ho conosciuto due storie, una in particolare che mi ha fatto sentire piccola piccola. 
Guardare gli occhi di un ragazzo siriano che ti racconta del suo viaggio fatto su un gommone, poco più che adolescente, dei soldi che ha pagato per riuscire a costruirsi una vita migliore, della sua famiglia che non vede da 8 anni, della diffidenza e del razzismo di noi italiani...mi si stringe solo il cuore a trascriverle...Mi sono sentita impotente, avrei voluto aiutarlo, avere una bacchetta magica per cambiare con un tocco la sua storia...ma il suo sorriso per fortuna era un germoglio di speranza in una storia così triste.
Non vi nascondo che per tutto il giorno ho avuto la lacrima facile, che dopo, quando sono andata a messa, mi nascondevo ogni 5 minuti nel cappotto perché improvvisamente ripensavo a tutto quello che c'era intorno e mi si inumidivano gli occhi, e allora la sciarpa doveva nascondermi dagli occhi indiscreti della gente. 
Per fortuna la serata ha avuto un risvolto un pò più allegro...ho giocato per la prima volta alla Wii, ovviamente ero coordinatissima (avevate dei dubbi?). Ho conosciuto gente nuova e per un attimo ho pensato che testadic potesse farmi gli auguri di persona [per la cronaca, al contrario di quel pezzente di siamosoloamici che mi ha fatto gli auguri via facebook-ai quali ovviamente non ho risposto- lui mi ha chiamato...non me l'aspettavo,e non vi nascondo che mi ha fatto molto piacere]. 
Sono tornata a casa alle 3 stanca morta e ovviamente con una pancia super piena. Qui stiamo sfiorando l'obesità, sappiatelo.
Domani spero di non chiamare nessuna gru per tirarmi fuori dal letto perché si riprende a studiare. Ahimè.

L'ultimo mese #24

Le frittelle della vigilia.
Inutile farvi mistero che ne ho mangiate tantissime. 
Ma si fanno due volte all'anno e non potevo rinunciarci.

sabato 24 dicembre 2011

I miei auguri

Siccome tra qualche ora è Natale, io voglio farvi i miei personalissimi auguri.
Auguro
alle persone confuse come me, di ritrovare un po’ di pace nel loro cuore.
Ai precari, un lavoro più stabile.
Alle donne che piangono di nascosto per qualcuno, di voltare pagina e cercarsi uno migliore.
A quelli che si credono belli, di mettersi ogni tanto in discussione.
A chi ha paura di innamorarsi, di lasciarsi andare, perché l’amore, se nella verità, non fa mai male.
Ai bambini desiderosi di affetto, di avere dei genitori pronti a donarglielo sacrificando carriera, griffe e aperitivi con gli amici.
Ai cantanti, di poter scrivere sempre canzoni piene di vita.
A quelli che vivono nella menzogna, di cercare ogni tanto la verità e soprattutto dirla.
Agli innamorati tormentati, di riuscire a ritrovare la loro strada in nome di un amore vero.
A quelli che vanno sempre di fretta, di assaporare il gusto della lentezza.
A quelli che vivono con mille paure, di guardarle in faccia e trovare il coraggio per affrontarle.
Agli adolescenti, di farsi meno complessi, perché la vita infondo è bella così con tutte le sue fragilità.
Alle donne insicure, di concedersi ogni tanto di sentirsi belle con un vestito nuovo o un rossetto rosso.
Alle suocere antipatiche, di essere meno pignole con le proprie nuore.
Ai politici, di pensare un po’ di più al bene comune e non solo alle proprie tasche.
A chi si nutre di rapporti virtuali, di poter ritagliare un po’ del suo tempo per rapporti più veri.
A quelli pigri, di concedersi ogni tanto una corsa.
A quelli che non sanno da dove cominciare per cambiare la giornata, di partire da una poesia di Salinas o da una canzone di Vasco.
A quelli che non leggono, di cominciare a nutrirsi di parole che rinfrancano l’anima.
A chi crede che l’apparire sia importante, di badare un po’ di più all’essere.
A chi esce di casa sempre con il muso, pieno di problemi, di concedersi ogni tanto un sorriso.
Ai professori, di far innamorare gli alunni della scuola.
A chi ancora crede nella Bellezza, di poterla cercare in un raggio di sole o nel profumo del mare.
A quelli che hanno la bocca piena di belle parole, di metterle ogni tanto in pratica.
A chi riempie i banchi delle chiese, di crederci per davvero.
A chi è alla ricerca di una propria identità, di non cercarla scavalcando gli altri.
E  a chi ci crede ancora….Buon Natale, perché nonostante la crisi, possiamo ancora sperare in un mondo più bello, più vero e più umano.

L'ultimo mese #23


Ieri sono andata ad un concerto di beneficenza in cui hanno suonato 4 coverband:
Ligabue- Sopravvissuti e sopravviventi,
Vasco - I Bambini di Vasco;
Negramaro - Scomoda-mente Tribute Band;
Jovanotti - Pensieri Positivi;
non apprezzo molto il concetto di cover band...ma come alternativa non è male...
il concerto è finito tardissimo ma ne è valsa la pena. Oggi sono senza voce, olè!

PS. le prime due ve le consiglio sono davvero bravi! E la foto è del tipo che canta nella cover di Ligabue, oltre un gran figo, davvero bravo, mi fa impressione per quanto gli assomigli nei gesti e nella voce! ;)

[Balliamo sul mondo - Ligabue]

venerdì 23 dicembre 2011

Post-it #14

Ma secondo voi il natale ci rende più fottutamente sensibili?
No, perchè io è da stamattina che me lo sto chiedendo.
Ho fatto un sacco di beneficienza, non solo in termini di euro sia chiaro (basta pensare ai casi clinici a cui elargisco le mie attenzioni affettive), ho regalato un sacco di sorrisi, mi sono commossa a guardare le lucine dal balcone e ora come una cretina sento un vuoto enorme dentro...e cos'è? Non lo so. Andiamo bene. Sensibilità del cazzo che mi destabilizza. Non posso neanche ascoltare la musica che mi trasformo in una fontana. Ah, e stasera vado pure ad un concerto.

On air #36



Perfetta per un risveglio tra sole, vento, freddo e nuvole (in pratica oggi non si capisce che tempo fa).

giovedì 22 dicembre 2011

L'ultimo mese #22


Oggi mi è arrivato un pacco da Anakin (dei biscotti -fatti da lui stesso e già finiti perchè troppo buoni, della cioccolata e una letterina). Una vera sorpresa e...niente. 
Vorrei dire tante cose, 
vorrei scrivere di come sto vivendo questi giorni, 
di come mi si riempie il cuore quando ascolto i bambini fare le preghiere alla novena di Natale, 
di come sto incontrando, giorno per giorno, persone diverse che mi lasciano sempre qualcosa, 
dei desideri che vorrei comunicare al mondo intero ma che faccio fatica a mettere per iscritto, 
delle persone speciali che per fortuna esistono ancora, seppure troppo rare,
di quelle che mi vogliono bene e mi riescono a donare anche per il tempo di un caffè un sorriso 
e di quelle che pur volendomi bene mi fanno ogni giorno perdere quei 5 minuti di buon umore (vedi mia madre).
E poi vorrei dirvi tante storie che un pò per stanchezza, un pò per pigrizia faccio davvero tanta fatica a lasciarle in questo spazio. Per ora albergano nel mio cuore e nei miei pensieri, e forse è meglio così.

[C'è aria di neve e immagino che ogni fiocco sei tuMassena Christmas Party è da stamattina che la canticchio, sono da ricovero, possibilmente nel reparto malati di amore ;) ]

Pillole di saggezza #9

Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con gli uomini.
[Joseph Conrad]

mercoledì 21 dicembre 2011

L'ultimo mese #20-21

[Scusate la foto fa piuttosto ca...re]
Forse quando me l'ha regalato voleva addolcirmi.


I miei nuovi occhiali. Dopo 3 anni ho nuovamente il trauma di non sapermi vedere allo specchio.

On air #35

martedì 20 dicembre 2011

L'ultimo mese #19

Ieri ho preso questi pensierini per le mie amiche (li personalizzerò dietro, sono dei segnalibri). Per ognuna c'è una frase specifica...e in più quello rosso....indovinate per chi è?
.............................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................Per testadic. 
Allora...ehm...dicevo...ecco...si ci siamo visti. 
Un caffè fugace. E poi ciao.

Viva la confusione, soprattutto quella della mia testa.

lunedì 19 dicembre 2011

Non vi racconterò.

Per la serie la mia vita come un telefilm, non vi racconterò quello che è successo sabato sera. 
Non vi racconterò di un concerto che alla fin fin non è stato male, di un post concerto invece che...poteva andare meglio.
Non vi racconterò dei baci che ci sono stati, e del sapore amaro che il mattino dopo ho ritrovato sulle mie labbra.
Non vi racconterò delle decisioni che ho preso, della tristezza che mi è venuta, del vuoto che inspiegabilmente ho sentito nonostante per una notte mi sono ritrovata tra le sue braccia.
Non vi racconterò tutto questo.

L'ultimo mese #16-17-18

La maglia di una mia amica.


Sabato mattina cercavo di mettere in ordine la mia stanza.


Domenica fuori casa. Non poteva mancare il mare.

sabato 17 dicembre 2011

Post-it #13

Sono pronta con 40 minuti di anticipo, devo solo mettermi le scarpe e il profumo.
Andiamo al concerto e io mi sento una ragazzetta in preda all'ormone frivolo, per giunta con un bel brufolo sulla guancia. Tanto per non farmi mancare nulla.
Per non parlare dei puntini post-ceretta che mi sono usciti sulle gambe. Ma fate come vi pare, eh. Ho capito che resterete nascosti sotto le calze 100 denari, però....non si sa mai ecco.
Ho messo un vestito, una maxi giacca e stivali con un tacco non eccessivamente alto. Forse ho esagerato, ma mia sorella dice che è sabato e devo osare.
Ma io avrei preferito un jeans, una camicia e le mie scarpe rosse. Solo che di sicuro mi avrebbero preso per puzzabestia.
E allora osiamo.
Domani vi racconto. Ovviamente se c'è qualcosa da raccontare :)

Di dubbi simil-esistenziali.

Capita che tu un venerdì sera te ne stia a casa perché fuori fa freddo.
Capita che, come sempre, tu stia cazzeggiando su facebook (ammetto che ultimamente la cosa sta diventando molto frequente).
Capita che un beep scandaloso come quello della chat ti disturbi sul più bello, proprio mentre tu stai ascoltando la spiegazione della canzone Siamo solo noi di Vasco, direttamente da lui.

Domani sera andiamo al concerto di quella ragazzetta lagnosa?

[Ma buonasera!] Andiamo.

Anche se io in realtà avrei voluto dirgli...perchè non andiamo alla notte bianca di quel paesino vicino al mio, e anche al tuo? Non fa niente che magari ci trasformiamo in ghiaccioli mentre ascoltiamo il gruppo xxx, ma almeno non ci sentiamo la lagna di quella ragazzetta, che ha fatto solo due canzoni che mi piacciono, dopo di chè, potrei tranquillamente rischiare il suicidio.
Per carità è bravissima, ha una penna particolare, ma ragazza mia, una musica più allegra, no?
No.

Oggi, giusto per non essere impreparata e rispolverare le canzoni che sapevo, ho messo su il cd mentre cercavo di sistemare la stanza.
Giuro che dopo 10 minuti mi stavo riaddormentando.
Mia madre ad un certo punto è entrata e ha esordito dicendo: ma che lagna ti ascolti?
E detto da una che ascolta Biagio Antonacci la dice lunga.

No, non posso andare a questo concerto. Piuttosto mi sento il pianto di un cane per un'ora.
Piuttosto un concerto di canti gregoriani. Piuttosto mi dò alla Pausini, o Emma Marrone, o Tiziano Ferro.

Per fortuna il concerto è gratuito (e direi che questo è il male minore).
Ma ora che faccio?

Le alternative sono:
- darsi per dispersa fino a giorno non definibile;

- confermare l'invito e poi nel bel mezzo, se proprio non mi va giù, proporre una fuga o al massimo fingo di svenire;

- proporre un'alternativa con il rischio di beccarmi un no;

- andare senza fare troppe storie, confidando nel fatto che la serata potrebbe avere un risvolto positivo e, nel caso non ce l'abbia, confidare nel fatto che sia lui a propormi una fuga.

Ai posteri l'ardua sentenza.

venerdì 16 dicembre 2011

L'ultimo mese #15

Ieri sera cena a casa di un'amica.
Però cena vegetariana: passato di verdure con riso ai cereali.
Peccato che c'era il dolce che era un kamikaze diabetico: torta al cioccolato, panna e nutella. Roba leggera, eh.

giovedì 15 dicembre 2011

Quando a parlare è il silenzio.

Vorrei dirvi tante cose, provare per una volta, come James Joyce, a tirar fuori quel flusso di (in)coscienza che mi pervade l'anima, mette in moto i pensieri e mi stringe il cuore fino a spomparlo.
E invece non mi esce una parola.
Nemmeno una che possa dare un senso tangibile a questo flusso di pensieri. Me ne sto qui, a fissare la mia tisana ai mirtilli, a pensare a questo silenzio che si fa distanza.
No, tranquilli, non mi sono fumata niente.
E' che il Natale o mi mette troppo romanticismo nelle vene, oppure mi fa sprofondare nella tristezza più assoluta. 
Come al solito non so trovare vie di mezzo. 

[io ve li consiglio vivamente questi qua 
(anche mentre leggete questo post, o altri più interessanti;)): 

mercoledì 14 dicembre 2011

L'ultimo mese #14


Passeggiata al mare alle 3 del pomeriggio. Un angolo di paradiso a pochi metri da casa.

PS. quelle sono le mie nuove scarpe, mi fanno un pò ridere, ma mi piacciono troppo! :)

martedì 13 dicembre 2011

L'ultimo mese #13

Ecco cosa significa avere un panificio nuovo di zecca sotto casa: che tua madre ti lasci 5 euro e ti dica "compra una ruota di focaccia per stasera". Tu la compri e siccome è calda te ne freghi che sono le 6 del pomeriggio e anticipi la cena.
Che goduria.

L'ultimo mese #12


Pranzo vegetariano: finocchi gratinati.
Come si fanno?
Prendete i finocchi (quanti ne volete) li bollite in modo tale da ammorbidirli, poi li sistemate in una teglia adatta per il forno (ovviamente dopo aver scolato l'acqua). Prendete delle zucchine, le tagliate a rondelle, e le mettete insieme ai finocchi nella teglia. Per insaporire ci mettete curry, timo, o qualsiasi spezia vi piaccia, parmigiano, un filo d'olio e pan grattato quanto basta.
Mettete in forno e aspettate che si facciano (più o meno una mezzoretta, dipende dal vostro forno, anche il grill del microonde va bene). Quando state per sfornarli, ci mettere una sottiletta o del galbanino o della mozzarella. Fate sciogliere ed è pronto.

lunedì 12 dicembre 2011

Il post che so non aspettavate.

Dopo averci messo la faccia, parlare dei ca**i propri fa sempre un certo effetto. Meno male però che la mia vita non  è poi così tanto privata a chi mi conosce. E se nel frattempo testadic o siamosoloamici dovesse passare di qui, ben venga un confronto (sulla verità tra l'altro).
Allora cosa è successo? 
In realtà niente. O quasi. O forse meno di niente.
Fatto sta che sabato notte (ormai domenica) all'una mi arriva un sms di testadic che voleva sapere se anche quel giorno fossi rimasta a casa (visto che il giorno prima ci eravamo sentiti e gli avevo detto che non sarei uscita).
Che diamine possa fregartene non lo so. Ma vabbè, ammetto che in queste occasioni il mio orgoglio si nasconde sotto terra.
Rispondo, comincia la solita tiritera di messaggi che mi tiene attaccata al telefono più o meno fino alle due. In sintesi: non so perché mi ha mandato quel messaggio; era, a suo dire, nel letto, dopo un sabato in cui non era uscito perché aveva avuto divergenze con la fidanzata e era meglio così perché doveva svegliarsi presto il giorno dopo.
Venuta a conoscenza del perché si sarebbe svegliato presto, la mattina dopo ho cercato di non farlo sentire solo in questa sua mission impossible della domenica mattina, ovvero dopo neanche 6 ore di sonno, mi sono alzata, lavata, vestita e truccata e sono andata nel posto dove sapevo lo avrei trovato. E così è stato. Ci siamo guardati, forse lui avrà anche sorriso, ma questo chi può dirlo? Con una miopia come la mia posso solo affidarmi all'immaginazione. Fatto sta che, dopo che è finito il tutto, non mi sono avvicinata a lui. Ho cercato di temporeggiare (ovvero rallentare l'uscita), ma vedendo che non si smuoveva sono andata via. Fine della storia.
Perché ho fatto questa cazzata, immagino vi starete chiedendo.
Uno, non lo so nemmeno io, ergo non sentitevi soli.
Due, questa mia pazzia è dovuta al fatto che la sera prima gli avevo mandato un messaggio dicendogli che lo sarei andata a trovare, al quale lui ha risposto con un "bla bla bla", altre cazzate che non c'entravano nulla con quello che avevo scritto, e un "buonanotte".
E quindi, per una sorta di ostinazione, come una bambina che impunta i piedi, mi son detta: io domani ci vado, così vedi che le mie non sono solo parole.
Che voleva dire: questo è un la, poi le altre note potresti anche darmele tu.
Che voleva dire: non ho paura a prendermi la responsabilità di quello che faccio, ammesso che tu non lo fraintenda.
E così via.
E poi è stata una giornata intensa per altri motivi: vi dico solo che sono uscita alle 9 e mezza di mattina per rientrare 12 ore dopo con un'oretta di pausa pranzo. Il tutto su dei fantastici tacchi, per fortuna non troppo alti.

Ora visto il silenzio stampa della controparte...che fare?
Non vi nascondo che sono un pò infastidita da questa sua indifferenza...mi ha visto, di questo ne sono certa, come sono certa del fatto che ora se la stia tirando...
....ah gli uomini!

domenica 11 dicembre 2011

L'ultimo mese #11


Acquisti di questa giornata passata interamente fuori casa (sui tacchi tra l'altro!):
Té nero al bergamotto dal mercato equo solidale
Liquore al cioccolato da un mercatino di beneficenza.

Sono stracotta. Domani vi racconto la pazzia di questa giornata...ah...c'entra testadic, giusto per svelarvi qualcosa.

Pillole di saggezza #8

...il pianeta da cui cadi non ha poi tanto senso se tu non sai ascoltare, 
per un solo momento, il diverso che ho da dire, 
il diverso che ho da fare, 
il diverso che son io da te che sei fin troppo uguale al pianeta che ti porti dietro 
e non vedi proprio altro...
a me resta il silenzio di quel che penso...

sabato 10 dicembre 2011

L'ultimo mese #10


Ci sono persone che sono come dei tatuaggi per il pensiero: indelebili.
Più stai alla larga e più ti ritornano in mente.
Più cerchi un posto dove nasconderle, più sono lì che ti ricordano che nessun posto potrà tenerle alla larga, neanche l'angolo più lontano del tuo cuore.
E purtroppo tu sei una di queste, e oggi quando mi hai abbracciato e io sono rimasta lì quasi di ghiaccio, mi sono sentita strana perché avrei voluto essere diversa.
Ma purtroppo non posso concederti amore che non meriti.

[la foto l'ho scattata oggi dal libro Il giorno in più]


Ciao, ma come ti vesti? [Categorie estetiche di uomini che eviterei]

In questi giorni di super cazzeggio mi sono spesso imbattuta nel mio perditempo preferito....guardare le foto su facebook. Tanto per non farmi mancare nulla e per deprimermi ulteriormente, il mio soggetto preferito è stato testadic. (Sono recidiva, lo so).
E spulciando qua e là, ho visto certe cose orrende...che ho deciso di scriverci un post sulle categorie estetiche di uomini che eviterei.
Premessa: ora chi si appresta a leggere questo post sicuramente dirà che sono una snob, viziata, che magari sono salita su un piedistallo a giudicare spudoratamente chiunque capiti a tiro. No, non cadete in questo tranello. Questo è un post ironico....e rimane tale. E' ovvio che se incontrassi una di queste categorie che sto per elencarvi, come è già successo, non sono lì a scanzarle, nè mi fermo alla apparenza. La mia conoscenza va oltre. E se hai una bella testa, il pantalone alla capri o il calzino rigato passa sicuramente in secondo piano (ora capirete perchè questi esempi).
Quindi vi prego, se siete uomini e leggete questo post, non vi offendete! Anche perchè con alcune di queste categorie ci sono pure uscita, con altre ci sono stata insieme....e se tutto è finito, non è stato di certo per l'etichetta estetica che si portavano dietro.
Ergo, passiamo al dunque.

Categoria numero 1: gli uomini con il borsello.

Non li sopporto, e ogni volta che li vedo mi chiedo....ma che cavolo ti porti dietro? Non sei una donna, quindi deduco che non hai bisogno di trousse, assorbenti, medicine, spazzolino dei denti....al massimo quello di cui hai bisogno sono dei soldi per pagare la cena alla tua ragazza, un preservativo e i documenti...non si sa mai, dovessero scambiarti per un poco di buono. E le tasche dei pantaloni a quale scopo sono state inventate?
E poi diciamolo....il borsello a mio parere è antiestetico.
Posso accettare una borsa da lavoro...che fa molto più figo, ma appunto la usi a lavoro, non quando esci il sabato sera per andare in discoteca.
Giuro di aver visto ragazzi che ballavano con borsello di traverso e camicia sudata annessa....un obbrobrio.

Categoria numero 2: gli uomini con il parigamba.

Avete presente l'uomo dell'immagine qui a fianco?
Beh, quando io vedo un soggetto così al mare mi tramortisce l'ormone, anzi evito di guardare per evitare un attacco di riso isterico misto a pianto.
Il parigamba mi mette in soggezione. Giuro. Preferisco un boxer hawaiano.

In merito a questo, subentra la categoria numero 3: quelli che si depilano. 
L'uomo, se uomo, c'ha i peli! E come tale, bandisco tutte quelle cose che hanno a che fare con rasoi, cerette e creme depilatorie.
A meno che tu non sia il fratello gemello di un orango tango, un pò di peli ci possono stare. Quindi si ai pettorali ruvidi!(Ovviamente senza esagerare).





Categoria numero 4: gli uomini con le sopracciglia ritoccate. 


Altra categoria di uomini che mettono sottoterra il mio ormone. Per fortuna finora non ne ho incontrati, anzi tra i pochissimi intrallazzi che ho avuto c'è stato qualcuno che poteva concorrere con Frida Khalo per il sopracciglio unico. Praticamente da un eccesso ad un altro.

Categoria numero 5: quelli che usano i mocassini.
Ditemi tutto ma io il mocassino, soprattutto in questa versione, non lo digerisco. Preferisco le scarpe da ginnastica anche il sabato sera.
E in questa categoria, ovviamente rientra il maschio con la maglia a V super aderente color rosa confetto (ovviamente con i pettorali lucidi e lisci sotto, guai se solo si dovesse intravedere un pelo), pantaloni con risvolto stile "casa allagata" (tipo questi, ma posso dirvi che c'è di peggio) e capello super leccato oppure quello rasato a lato e ciuffo lungo dall'altro. Stile tronista di Uomini e Donne o un concorrente di Grande Fratello.

Per non parlare di altre brutture come il completo con il pantalone corto, l'occhiale bianco super figo ma che fa cagare, la camicia viola o quelle a quadrettini stile tovaglia picnic....e dulcis in fundo la collanina con il laccio di caucciù e ciondolo in argento (posso assicurarvi che c'è ancora qualcuno che le porta!)


Categoria numero 6: quelli con il gel.


Ovvero come farsi passare la voglia di mettere la mano nei capelli per sollecitare l'ormone maschile.
Chè magari se c'ha pure il capello lungo rischi che la mano rimane intrappolata nei capelli, o ancora peggio, se incontri il tipo col capello lungo che vuole fare un pò il puzzabestia potresti friggerci le patatine.
Perciò sì al capello lungo, un pò spettinato, un pò trasandato...ma pulito!

Categoria numero 7: il trasandato.


Premetto che a me piace molto l'uomo che incarni la semplicità nel vestire, anche quando esce in tuta. Però che passi al mettersi un pantolone beige e un maglione arancione magari a rombi no. Decisamente no. Anche per mettersi una tuta, occorre stile, e se non ce l'hai, meglio rimanere a casa.
Sì al finto trasandato, con camicia sbottonata, t-shirt e barba incolta, ma al tipo che vuole imitare il barbone della stazione Termini, no.

Categoria numero 8: quello che non si lava.


Pensavo che ormai fosse caduto in disuso il tipo che dimentica di lavarsi i denti dopo aver fatto colazione o quello che non sa che esistono i deodoranti per ascelle anche per uomo. Per non parlare di quelli che mettono la stessa maglietta dopo averla tenuta il giorno prima 12 ore di fila.
Per queste persone urge un corso di pulizia personale...e finora sono davvero l'unica categoria che schifo non solo con snobbismo ma anche con disgusto. L'acqua credo non manchi a nessuno, e se proprio non riuscissi ad arrivare a fine mese, ci sono sempre le fontane pubbliche. Ergo, lavati!

Categoria numero 9: quello con i calzini dai colori improponibili.


Ho una piccola fissa: i calzini. Una volta, (ma giuro di non averlo fatto apposta), ero seduta di fronte ad uno, in un'atmosfera abbastanza "romantica" e il mio occhio cadde sui suoi calzini: arancioni con i rombi color verde militare. Un cortometraggio horror, praticamente. Lui se ne accorse...e mi chiese: mi stai guardando i calzini? Eh, grazie me li stai mettendo quasi sotto il naso...Sì, no, cioè...(immaginate l'imbarazzo). E' che sono strani. Riuscii a sviarmela così, ma giuro che stavo morendo dalla vergogna. Ma scusatemi uomini, per me, anche la scelta del calzino è questione di stile.
No al bianco, no a quelli rigati dai colori psichedelici, no a quello con le scritte tipo "anporio armani", no a quelli di spugna, no a quelli alti sotto i pantaloncini, no a quelli color beige.
Si a quelli scuri, possibilmente tinta unita, in cotone caldo o fresco, come preferite.

Categoria numero 9: quelli che credono di avere uno stile.


Vedi: il rapper, il dandy, l'emo. Solo per citarne alcuni. Ovviamente ognuno è libero di vestirsi come vuole, ma secondo il mio modestissimo parere, o se rapper, dandy, emo nel DNA, e ciò implica che tu lo sia anche di mentalità/cultura, oppure evita di appropriarti di uno stile che non sai manco cos'è.

Categoria numero 10: l'uomo dal fisico scolpito.

Altra categoria che mi uccide il desiderio.
Probabilmente vado controcorrente, ma a me l'uomo con il fisico scolpito non mi piace.
Preferisco la pancia della birra, ovviamente che non assomigli a quella di una donna gravida al nono mese.
Mi fa quasi ribrezzo un fisico marmoreo come quello della foto. E' più o meno lo stesso discorso del pettorale depilato o delle sopracciglia rifatte.
Per non parlare del fatto che se ti portano a cena prendono una margherita o del pesce (se ti va bene) o dell'insalata, acqua naturale, non bevono caffè perchè sennò si ingialliscono i denti, e se nomini la parola dolce è come se hai detto una bestemmia contro la loro madre. Bandiscono i fast-food e se li accarezzi potresti metterti dei pattini e scivolarci sopra per la quantità indescrivibile di Nivea idratante che usano.

venerdì 9 dicembre 2011

On air #34



Chiudi gli occhi,immagina una gioia molto probabilmente penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi di eccitazioni da prima volta quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo,
a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare,
al giorno prima della festa,
al 21 marzo al primo abbraccio,
a una matita intera la primavera,
alla paura del debutto,
al tremore dell'esordio,
ma tra la partenza e il traguardo nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione 
ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione 
così come l'ultimo bicchiere 
l'ultima visione 
un tramonto solitario 
l'inchino e poi il sipario 
tra l'attesa e il suo compimento 
tra il primo tema e il testamento 
nel mezzo c'è tutto il resto 
e tutto il resto è giorno dopo giorno 
e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire 
e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve


Stasera non mi sopporto...e pensavo a questa canzone.

L'ultimo mese #9


Oggi purtroppo niente foto fatta da me. Un pò per scazzo, anzi soprattutto per quello, ho deciso di non toccare la macchina fotografica.
E poi ho quasi cazzeggiato per tutto il giorno da farmi venire un'apatia incredibile addosso con mal di testa compreso. Ma purtroppo non posso prendere altra novalgina, sono tre giorni che vado avanti così, e non vorrei esagerare.
Ho appena chiuso una conversazione virtuale con una persona di genere maschile che mi ha lasciato con un sorriso sulle labbra, ma al tempo stesso con tanta amarezza che non so davvero come gestire. Vorrei fregarmene, come farebbero le persone normali, ma i miei ormoni sballati, la confusione che ho in testa e il mio essere complicata stampato a caratteri grossi nel DNA che mi porto dietro, mi vieta di fare tutto questo. Senza contare gli gnomi superattivi del mio cervello che ad ogni minima cosa mettono in moto una catena di montaggio per tenere in azione una macchina del pensiero più efficiente di qualsiasi altra cosa.
A volte vorrei essere diversa, più forte, più superficiale...una botte di ferro difficile da poter gestire. Altre volte vorrei che fosse la vita ad essere diversa con me, magari più generosa, più buona, più ricca di opportunità.
Ma pare che nessuna delle due cose sia fattibile.

14 DICEMBRE #LEAVEMESSAGE

Voglio segnalarvi un'iniziativa davvero originale, ma soprattutto carica di positività, dal blog Ma che davvero di Wonderland.

L'ho appena letta e ho pensato di non poter non aderire. So che abitando in un piccolo centro, magari l'evento non avrà una portata massima...ma per quel giorno mi impegnerò magari a farmi un giro nel capoluogo....

Ne approfitto non solo per regalare un sorriso a quel "fortunato" che troverà il mio biglietto, ma anche per riscoprire la gioia che si prova nel dare, piuttosto che nel ricevere...
Allora siccome scrivere un bigliettino e promuovere l'iniziativa non costa nulla, perchè non aderire? Vi invito a condividerlo sul vostro blog o profilo facebook!

giovedì 8 dicembre 2011

L'ultimo mese #8


A casa mia si respira aria di festa [come in tutte le case credo].
Però io me ne accorgo subito: non è domenica, nè sabato, e attorno alla tavola ci siamo tutti.
E così, anche i piccoli gesti hanno qualcosa di magico oggi.
Sarà l'aria di Natale, il clima primaverile (guardate che luce nella mia stanza!), l'amore nell'aria, i sorrisi delle persone che incontro, piccole speranze che crescono.
Relax è la parola d'ordine, anche se ho avuto una mattinata abbastanza indaffarata: ho messo ordine negli armadi , tra l'altro non ho ancora finito, sono andata a messa, poi un caffè con le amiche e infine una passeggiata in centro.
E oggi invece mi dedico allo shopping, altrimenti che senso ha avuto fare spazio nell'armadio? :) E poi naturalmente alla rilettura del mio libro preferito...riuscite ad indovinare quale? :)

Vi lascio questa canzone...
Io non sopporto la Pausini....ma oggi per strada delle ragazzine la cantavano...e non ho potuto fare a meno di canticchiarla pure io...e poi diciamolo pure....Mi mette POSITIVITA'!

On air #33



Buongiorno....
oggi è festa....e io ho un sacco di cose da fare...comincio dall'armadio!
Buona giornata...anche se so che ora tutte le persone normali dormono! :)

mercoledì 7 dicembre 2011

26 volte felice [L'ultimo mese #5-6-7]

Oggi posso dire addio all'esame che mi ha portato via due mesi e mezzo della mia vita, facendomi piangere, passare notti in bianco e facendomi accumulare ansia su ansia. 
Innanzitutto ringrazio di cuore Marco, che è stato di fondamentale aiuto, senza di lui, oggi sarei andata all'esame con centomila dubbi in più.
E poi voglio ringraziare chi mi è stato accanto in maniera virtuale in questo periodo dandomi tutto il sostegno di cui avevo bisogno. E poi i miei amici, quelli reali.

Oggi sono 26 volte felice.
Ho superato fisica alla prima "botta" con un voto che credo non faccia schifo. Soprattutto se studi qualcosa che non ha per nulla a che fare con la fisica.

Dopo l'esame ho vagato per quasi due ore nel centro di Bari con un sorriso ebete in faccia mandando messaggi a mezza rubrica, scrivendo semplicemente che ero felice. So che molti mi avranno preso per pazza. Siamosoloamici mi ha addirittura chiesto se non avessi sbagliato destinatario.
Ma la gioia di questo giorno è così grande che non ci sono parole che possano quantificarla.

PS. Le foto del 5 e 6 dicembre mancano per ovvie ragioni! ;)


lunedì 5 dicembre 2011

Di Natali e alberi e tante pessime emozioni. [L'ultimo mese #5].

Questo è l'albero che abbiamo fatto a casa. Sì, noi non siamo di quelli che l'albero lo fanno l'8 dicembre, o che so io, il giorno di San Nicola. No. Mia madre ultimamente anticipa sempre di più i tempi. Temo che tra qualche anno lo farà dopo ferragosto.
Ovviamente tutto questo per la mia gioia. Perché lei sa che io amo il Natale come un assorbente interno infilato male.

Che poi chiedetemi perchè io provo questo odio viscerale verso il Natale e non so spiegarvelo. Magari vi rispondo che mi piacciono le lucine, i mercatini...ma quando poi penso all'atmosfera dei falsi sorrisi, all'ansia di dover organizzare, fare e strafare per passare quei giorni segnati a rosso....beh, mi parte l'embolo e soprattutto mi viene un'angoscia e una tristezza, che preferisco far finta che non sia Natale. E qui sfido chiunque a far finta che non sia Natale... come si fa con i parenti che ti piombano in casa, con i panettoni che invadono la dispensa, con le lucine che cantano Jingle Bells e con le vetrine addobbate a tema che per guardarle hai bisogno di un paio di occhiali da sole, altrimenti rischi di perdere la vista? 
Ovunque tu metta piede tutto ti ricorda che è Natale. Credessi almeno un pò di più potrei affrontarlo spiritualmente e magari, chissà, viverlo meglio. E invece, la mia spiritualità è andata in ferie a tempo indeterminato. Non solo, quest'anno devo pure nuovamente passarmelo da sola. L'anno scorso c'era siamosoloamici, che almeno mi teneva la testa, e anche qualche serata, impegnata. Ma quest'anno, la tristezza ed io andremo a braccetto.

Non so con questo post dove voglio andare a parare, magari, anzi in realtà è così, sto sparando un mucchio di cazzate... ma perdonatemi ho uno scazzo infinito che dubito mi passerà. Anzi se non supero l'esame di mercoledì, credo che potrà solo aumentare.






Buona serata, io la passerò con i miei appunti di fisica, un panino e forse Fiorello.

[Film] Il giorno in più.


Ed eccomi qui a parlarvi del film, tanto atteso, tanto....
Allora cominciamo col dire che per apprezzare il film, non dovete fare il paragone con il libro. Altrimenti il film vi sembrerà una....posso essere volgare? Diciamo cazzata, va'!
Per questo mi limiterò a recensire il film cercando di non fare paragoni con il libro, proprio come ha detto Fabio [sono proprio un'adepta perfetta! hihihihi].
A parte gli scherzi, e questa mia ossessione che a volte sfiora la pazzia (per esempio oggi ho comprato un'altra copia de Il giorno in più, quella con le foto scattate da lui, e quindi ora sono a quota 3 copie dello stesso libro], vi dico che il film, se siete romantiche e innamorate dell'amore, dovete vederlo. Oppure se siete degli uomini incerti sul da fare, innamorati ma con poco coraggio...beh, oltre al fatto che forse è il caso di svegliarvi, andate al cinema, portate lei e magari dopo fatele una bella dichiarazione d'amore. E ovviamente leggetevi il libro. Se non siete tutto questo, il film vedetelo lo stesso, perchè è pur sempre piacevole.

Giacomo è il classico ragazzo con rapporti sentimentali instabili, che con le donne ci sa fare e si impegna per lasciarle andare anziché tenersele strette.
Michela è invece una versione di stronza al maschile: quella che non crede all'amore, che non si vuole impegnare...ma che infondo incarna la paura di tutte le donne: quella di soffrire.
I due si incontrano sul tram ogni mattina, fino a quando uno dei due prende l'iniziativa...indovinate chi? Ma lei ovviamente.

Solo che come ogni copione che si rispetti le storie d'amore non vanno mai come uno ci si aspetterebbe...e così...vedetevi il film.
Sì, vedetelo perché, se siete bravi a scorgere il lato fiabesco, romanzato, sognatore (giuro che non ci vuole molto) di questo film....ne uscirete con la certezza che qualsiasi cosa avversa può succedere, la fantasia, ma soprattutto l'amore può risolvere tutto.
Oh Dio! Come sono romantica, ma permettetemelo perché quando c'è di mezzo Fabio, tiro fuori la parte più poetica di me.

E poi il film merita anche per il cast. Io Fabio Volo non l'ho mai potuto digerire come attore, mi faceva ridere per quanto mi sembrava pietoso. In questo film non è che sia cambiato molto, ma sembra proprio lui. E questa cosa credo gli abbia snellito la fatica della recitazione....non so se mi spiego.
E poi c'è lei, Isabella Ragonesi, una delle attrici italiane più brave e più belle a mio parere.

Come potete vedere la mia non è una recensione del tutto imparziale, ma purtroppo è il rischio che si corre quando finisci a parlare di una persona che ti piace.

Una cosa mi ha stupito: il film è a tratti surreale, troppo direi. Però considerando che è un film, gli si perdona anche questo!


domenica 4 dicembre 2011

Di pensieri random [l'ultimo mese #4]


[foto scattata al mercato questa mattina]
Se la domenica è il giorno del Signore, e come tale, va vissuta nel massimo riposo, la mia vita invece, per una strana devozione alla legge di Murphy, proprio in questo giorno si incasina come non mai. Io faccio di tutto per riposarmi, ma evidentemente la mia testa ancora confonde la nozione del riposare con quella del stancarsi. E sì, perché se uno la domenica dovrebbe starsene stravaccato sul divano a guardare un pò di tv trash o al massimo un bel film in streaming, io invece decido o di strapazzarmi per i centri commerciali, o di studiare come una matta, o di rivoluzionare casa o di fare tutte e tre le cose insieme, concentrando così tutti gli sforzi che mi sono fatta mancare in settimana in un unico giorno. E così oggi sveglia presto (tragica tra l'altro perchè ho sentito mister platessa), messa, giro al mercato, pulizie e ora mi tocca studiare e poi uscire nuovamente perchè ho promesso una passeggiata ai mercatini di San Nicola alle mie amiche. Sembra che il mio amore per il divano dovrà pazientare almeno fino a giovedì.

Ieri sono stata da mani di forbici. Ovvero dalla parrucchiera. Che non l'avessi mai fatto. Mezza chioma in meno e un taglio super professionale ma che mi ha tolto 10 anni di vita. Giuro che stavo per piangere, non l'ho fatto solo perchè mi è rimasto un briciolo di dignità. Ora devo aspettare altri 6 mesi per riavere la lunghezza che avevo. Ma credo che dopo l'esperienza di ieri: 1) non metterò più piede da quella parrucchiera; 2) non vorrò sentire parlare di forbici, tagli, capelli e parrucchieri per almeno un anno.

Domani comincio a dare ripetizioni di matematica ad una ragazzina di scuola media. E' comico se penso che io andavo a ripetizioni a liceo. Però alla fine ho accettato perché non dovrebbe essere complicato con i programmi di scuola media, o almeno così spero. E poi sono in un periodo in cui ho davvero bisogno di moneta.

Oggi ho conosciuto un ragazzo nigeriano, fuori la chiesa dove sono andata a messa. Ci ho parlato un pò, volevo aiutarlo, ha un affitto di 350 euro da pagare ed è senza lavoro. Ma non sapevo come fare. Mi sono sentita impotente. Gli ho solo potuto dare una busta con alcuni viveri per assicurargli almeno un pranzo. E gli ho detto di ritornare domenica prossima. Chissà se lo rivedrò.

E' da alcuni giorni che ascolto Tra passione e lacrime di Emma Marrone. Ebbene sì, ogni tanto anche io cado nel tunnel delle canzoni diabetiche. Però mi piace. Che ci posso fare?

sabato 3 dicembre 2011

L'ultimo mese #3


La Puglia è bella perché ti regala un Dicembre che sembra un Marzo inoltrato.
Un sole che scalda nel cuore dell'autunno.
E tu non vorresti far altro che andartene al mare, peccato che i miei appunti di fisica mi hanno tenuto legata alla sedia.

venerdì 2 dicembre 2011

L'ultimo mese #2


Oggi la mia amica Daniela si è laureata. Mi sono commossa. E anche costretta a trattenere le lacrime. Se un giorno dovesse arrivare anche la mia laurea, giuro non so come dovrò fare. Sono una dalla lacrima facile, lo ammetto, e questo non è per nulla piacevole. 
Stasera, se tutto rimane confermato, dovrei andare al cinema a vedere il film del potenziale uomo della mia vita, che proprio perchè non mi ha ancora incontrato, è ancora single. Scherzi a parte, oggi, credo che tutti lo sappiate, esce il film di Fabio Volo dall'ononimo libro Il giorno in più, e non è un caso se io mi chiamo Michi Volo. 
Buon venerdì sera!

giovedì 1 dicembre 2011

L'ultimo mese #1

Sbirciando sul blog di Zelda  e su quello di Wonderland, ho deciso di dar vita ad una iniziativa simile da potervi mostrare e raccontare giorno per giorno sul mio blog (non disponendo di Flickr nè di tanta manualità e creatività) questo ultimo mese del 2011.
Premessa: dicembre è uno dei mesi, anzi direi il mese, dell'anno che più odio in assoluto. Non mi piace il Natale, l'aria di falsità e di quel volemosebene facilotto, tutta quella fretta e ansia che le pubblicità ci impongono per organizzare pranzi che sfamerebbero un intero continente e quel consumismo esasperato che ti spinge a comprare senza senso.
E così un pò per esorcizzare questo demone chiamato Dicembre, un pò per riuscire a cogliere il lato positivo di un mese che comunque avrà i suoi 31 giorni da vivere, ho deciso di dare spazio a questa iniziativa che mette insieme due cose che amo: la fotografia e la scrittura. E così giorno per giorno, fino al 31, vi racconterò attraverso delle foto (possibilmente scattate da me, anzi saranno scattate da me) piccoli momenti giornalieri.
L'invito a condividere questa iniziativa è aperta a tutti.
Le regole sono semplici:
1. intitolare il post: L'ultimo mese con accanto il numero del giorno (come ho fatto io su).
2. mettere una foto possibilmente scattata da voi o da un vostro amico che rappresenti un momento della vostra giornata ( ovviamente la foto deve far riferimento al giorno del post)
3. inserire una breve didascalia e se volete una canzone (magari con un link su youtube).

Ora vi lascio la foto di oggi.

Io non ti chiederei solo il caffè.
Articolo di Fabio Volo nell'inserto Sette de Il Corriere della Sera, non potevo non leggerlo.

Metti una sera a cena.

Come già vi accennavo ieri, nel mio post-it, sono uscita con mister platessa, ovvero siamosoloamici.
Un'uscita a 4: noi due e un'altra coppia (coppia di fatto). Detto così potrebbe pure suonare romantico, ma in realtà è stata una di quelle serate di circostanza, dove si dicono cose di circostanza e tutti sorridono con sorrisi ovviamente di circostanza.  Mi viene a prendere e ha già deciso tutto: luogo e persone con cui vedersi. No ma fai pure, eh. Io ormai non ho più aspettative e devo dire che questo è un piccolo segreto per affrontare meglio la serata e tutti i momenti che passo con lui, che per fortuna negli ultimi mesi sono davvero rari. Non ho neanche più il suo numero in rubrica, fate un pò voi. Andiamo in questo pub, ovviamente strapieno, dove lui conosce metà della clientela, prendiamo pizza e birra, chiacchieriamo un pò e io cerco di fare la simpatica indovinando i segni zodiacali dei suoi due amici e prendendomi complimenti del tipo "ma come fai, sei una maga!". Cretino, esiste facebook, e ogni tanto sbircio...se fai due più due, dovresti riuscirci pure tu. Non potete immaginare quanto mi diverto a fare ste cose. La finta saputella. 
Poi arriva altra gente che conosco, un po' di chiacchiere, una sigaretta e poi a casa. Fine della serata. Per fortuna, aggiungo. Ormai siamosoloamici mi annoia a tal punto che comincio a bestemmiare sul perchè non riesco a dirgli di no. E allora perché ci vai, vi starete chiedendo. Misteri femminili. Fatto sta che ho capito finalmente (meglio tardi che mai) che c'è uno spartiacque tra me e lui non indifferente, e che siamo davvero due mondi opposti che non hanno nulla da spartire, al massimo qualche chiacchierata sporadica, ma niente di più. Gli occhi a cuoricino per fortuna sono svaniti.
Ah, e se siete curiosi di sapere cosa indossato, beh vi dico che per un pelo non ho messo la tuta, semplicemente perchè è da sabato che la porto e mi sembrava giusto cambiare. E così uno di quei vestiti economici H&M, giacca di lana lunga sopra e stivale basso. Molto easy ma raffinata al tempo stesso nel mio cappottino nero. 

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